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Il bianco e il nero

The morning later guardo fuori dalla mia finestra e vedo una miriade di colori tenui, i classici colori dell’autunno come il marrone, il verde, il rosso, il giallo…fermo l’immagine e mi chiedo come sarebbe in bianco e nero. Renderebbe lo stesso o sarebbe diverso? Potrei fare una foto con il cellulare, la tecnologia ci ha dotato di questi mezzi e l’effetto si vedrebbe subito. Scatto, modifico e posto. Semplice no? Invece voglio cercare di sforzarmi a usare la testa e l’immaginazione. Da quanto tempo non la usiamo più? Da quanto tempo siamo vittime inconsapevoli, o ancor peggio, consapevoli della tecnologia e del progresso? Sia ben chiaro, sto scrivendo un blog che è il risultato di quello che sto dicendo, lavoro su Internet, compro e vendo online, sono iscritta a tutti i social networks quindi non disdegno nulla e non voglio nemmeno essere polemica. Sono figlia di questa rivoluzione, non l’accuso e la demonizzo, di polemiche ce ne sono già  tante. Il mio è più un pensiero relativo a quello che siamo in grado di fare senza utilizzare uno smartphone o un tablet. Siamo ancora in grado di scrivere lettere a mano? Siamo in grado di disegnare?

Guardo i cartoni con mia figlia di 17 mesi e li vedo tutti digitali. Belli, ben fatti, tridimensionali, direi “perfetti”! Ma non vedo più i cartoni giapponesi con cui sono cresciuta, quelli che mi hanno fatto amare i manga e il Giappone con Candy Candy e le sue sfortune, Mila Azuki che sta 4 puntate in aria per fare una schiacciata o Holliver Atton che sta tre ore in equilibrio con la gamba per calciare il pallone ripensando a suo padre capitano di navi e a quando ha iniziato a giocare a pallone…come sono cresciuta dico io! Quei disegni così imperfetti erano disegni fatti a mano mentre i cartoni di oggi sono costruzioni della mano migliorata digitalmente!

La mia migliore amica viveva in Namibia: ci sentivamo spesso grazie alle mail, Skype, Facebook…ma prima di tutto questo ci scambiavamo lettere. Inchiostro su carta. E anche negli ultimi anni quando dovevamo parlare di cose importanti che ci preoccupavano lo facevamo attraverso la carta. Mi ricordo che un giorno mi disse che mentre mi sta scrivendo una lettera, suo figlio più grande le chiese cosa stesse facendo e la guardava con occhi di stupore, come se fosse stata un’aliena a scrivere. Oggi questo non esiste più, o forse esiste poco.

Come il bianco e il nero. Non ci sono mezze misure, o da un lato o dall’altro. I grigi, le vie di mezzo per intenderci, stanno scomparendo. Il bianco e il nero evocano nostalgia, la stessa che accompagna il tema che ho lanciato questa settimana. Il bianco e il nero, l’inchiostro sulla carta, la vecchia fotografia, l’inizio della TV evocano emozioni ed immagini nette. Il bianco e il nero mettono in risalto la forma, la tonalità, creano un’immagine forte rispetto a quella a colori. I colori ci possono stupire, lasciare a bocca aperta ma non saranno mai incisivi  come il bianco e il nero. Fatelo anche voi questo esercizio mentale, costruitevi un’immagine mentale e riproducetela in bianco e nero: che sensazioni vi da? a cosa pensate? vi piace?

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