blog, corinne noca

Stupire.

Siamo ancora in grado di stupire?

Dopo aver scritto Tam Tam mi sono stupita di me stessa. Avevo deciso di scrivere un post sulle sensazioni create dalle radici, delle origini e di agganciarmi ad esse parlando di Africa. Avevo però il timore di non essere in grado di trasmettere con le parole ciò che provavo. Quando leggo grandi scrittori, classici e contemporanei, romanzieri, filosofi, giornalisti mi stupisco ogni volta di come siano in grado di plasmare la parola  creando immagini che che s’impregnano nella nostra mente. Quelle immagini poi possono essere simili o diverse per ciascuno di noi, ma da quell’imprinting non ci separiamo più, a meno che non venga fatto un film che confermi la nostra fantasia o che la ribalti. Nello scrivere Tam Tam mi rendevo conto di avere molte immagini da fermare e da raccontare, ma non riuscivo a racchiudere tutte le esperienze in 6 minuti di lettura. Dovevo sceglierne una e renderla l’immagine di copertina. Quando ho terminato di scrivere e ho iniziato a revisionare, correggere e rileggere mi sono accorta che mentre leggevo mi emozionavo. E mi sono stupita. Il risultato che avevo ottenuto (per me) era quello sperato. Non avevo la pretesa di replicarlo anche su chi mi avrebbe letto, ero già contenta di averlo fatto come mi ero prefissata. E mi sono ancor di più stupita dai messaggi che ho ricevuto dopo la pubblicazione del post.

Stupire. E’ questo il tema. Lo traggo da Tam Tam e dal suo racconto africano. Lo traggo dalla vita di tutti giorni.  Spesso ci aspettiamo che accada qualcosa e se non succede possiamo rimanerne delusi e stupiti, o felici e sorpresi nel caso opposto. Due considerazioni che mi sono state fatte nei giorni passati e che mi hanno stimolato the morning later.

Mia figlia sta andando al nido. Le maestre in una riunione mi hanno detto che mai, come in questi ultimi anni, hanno fatto fatica a far concentrare i bambini, a stimolarne l’attenzione. Bambini dai 2 ai 5 anni. I bambini non riescono più a stupirsi, soprattutto quelli dai 3 anni in su. Sono troppo stimolati, non c’è niente che ne catturi l’interesse, e si distraggono subito. Sono VOLUBILI. “Non so che generazione sarà” conclude la maestra. Saranno tutti dei gemelli. Come mia figlia. Non me ne vogliano gli interessati di questo segno, ma ho grande esperienza a riguardo. Se c’è una cosa che li accomuna è proprio la volubilità.

Un mio caro amico si è ritrovato ad avere a che fare con le donne a distanza di anni. Non era più abituato a relazionarsi con l’altro sesso, dopo anni in coppia e la fine della sua relazione si è rimesso in pista. All’inizio ha avuto un po’ di difficoltà a capire come interagire ( chi non ce l’avrebbe?) ma c’è bastato poco. Facevano tutto loro. E all’inizio si stupiva. Non era abituato a questo stato di cose. Passate un po’ di esperienze, mi dice “Co’ non mi stupisco più di niente, so già cosa mi scrivono, e dove vogliono arrivare. Tutte”. Soprattutto quelle sposate. “Prima avevo una certa considerazione e pensavo che fosse ancora l’uomo a dover corteggiare, invece adesso ho capito che basta uscire di casa, e se hai un minimo di savoir fair, arrivano loro”. E mi dispiace ammetterlo, in quanto donna, ma ha ragione. Stupire, oggi, sembra diventato impossibile. Nelle relazioni e nella vita sociale. La mia generazione, adolescente negli anni ’90, viveva di piccole cose e si stupiva delle stesse. In ogni paese di provincia che si rispetti, si aveva l’usanza di ritrovarsi in piazza. Noi ci ritrovavamo al monumento. Un obelisco dedicato ai caduti delle due guerre mondiali. Ci sedevamo sugli scalini a ridere e scherzare sul niente. Non avevamo cellulari, tablet, internet. Sapevamo vivere della semplicità quotidiana, e se si andava oltre la nostra normalità, ci stupivamo subito. Oggi invece è tutto un caos. Noi donne sembriamo essere diventate delle mantidi religiose: dovendo continuare a dimostrare più degli uomini, professionalmente parlando, e lottare ogni giorno per non essere ghettizzate dalla nostra società che ancora ci mette nella condizione di dover scegliere se fare carriera o fare dei figli,  siamo diventate molto più ciniche e aggressive rispetto al passato. Sembriamo aver perso dolcezza e femminilità, caratteristiche che dovrebbero far parte del nostro DNA. Non è scritto da nessuna parte che siano attributi negativi, anzi. Purtroppo, avendo vissuto per anni in una condizione di continua difesa e “pseudo” inferiorità per questi sentimenti, abbiamo sviluppato l’attacco. Che sia chiaro, da un lato è un bene, ma come ogni estremo può diventare un male. Soprattutto nelle relazioni umane, extra professionali. Gli uomini invece sembrano essere diventati privi di forza, si fanno fagocitare senza la minima opposizione. Le loro posizioni professionali raramente vengono intaccate a causa della paternità e vivono chiaramente questo tacito vantaggio senza nemmeno pensarci. Questo cambiamento comportamentale non stupisce più. Oggi ci stupiamo se un ragazzo a 30 anni ha deciso di sposarsi e farsi una famiglia e non ci stupiamo se un uomo a 40 anni non sa ancora cosa vuole fare della sua vita. Stare da solo, sposarsi, convivere, avere figli. Boh. Ci stupiamo se un uomo fa l’uomo e se la donna fa la donna.

Il mio è un discorso generalista. E’ chiaro che ci sono casi e casi. Per fortuna non siamo tutti uguali e non tutti i gusti sono alla menta. Per fortuna. Il mio è un pensiero che ho coltivato e maturato negli anni, paragonando le vecchie generazioni (quelle dei miei genitori) alla mia e a quelle di oggi. E penso a come potrà evolversi, o devolversi. E non saprei cosa aspettarmi. Spero di potermi stupire.

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One thought on “Stupire.

  1. mary ha detto:

    Credo che l’assenza di stupore o meraviglia sia una conseguenza alla perdita dell’ingenuita’ cui la nostra societa’, quella nuova, ci ha portati tutti, illudendoci che se siamo ” sgamati” saremo piu’ astuti e brillanti. Purtroppo e’ vero.. le nuove generazioni nascono con il sorriso gia pronto per un ”selfie” ..Dai nostri figli, quelli nati tra gli anni 70-80 per avere l’emozione di un sorriso aspettavamo, con paziente amore, 2/3 mesi. Meraviglioso.

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