blog, corinne noca, the morning later

Vorrei la pelle nera

Ma che bel colore che hai, come hai fatto a mantenerlo anche d’inverno?

O_o

Ma il sole riesci a prenderlo? Ma ti abbronzi? Ti bruci? Ma dai, non posso crederci, ti speli!

O_o

Le faccine emoticons rendono?

So, che le ultime  quattro domande me le hanno anche poste degli amici. State tranquilli, non vi insulto. Capisco che qualcuno me lo abbia chiesto per pura ingenuità o per mancanza di conoscenza, non siamo tutti uguali e giustamente ciò che è nuovo o diverso può suscitare sorpresa, stupore e curiosità. Ma la prima…mi sono sempre domandata se chi me l’ha fatta, l’avesse fatto con l’intento di offendermi o semplicemente con ingenuità. E’ difficile dirlo quando non conosci le persone, ma il tono che utilizzano, insieme all’espressione del volto dovrebbero fartelo capire. Mi ritengo una persona positiva e voglio credere che l’intento non fosse assolutamente maligno.

Una volta, a Roma, per risparmiare con due amici, avevo prenotato su internet tre stanze in un casa privata. Il padrone di casa, quando mi vide, mi disse: “Fija mia, ma quanto ce sei stata al sole pe’ ridurte così? Ma che te sei proprio scura scura o me prenni in giro?”. Sono scura scura sì. Tra l’altro, era luglio e avevo anche preso il sole. Il signor Romano era davvero così: sbigottito. “E ma non c’hai i lineamenti alla Kunta Kinte”. Eh, no. Però avevo le treccine, poteva arrivarci. Capita.

A ripensarci, rido ancora. Non mi ero assolutamente offesa, anzi!

Devo ammettere che sono stata una ragazza fortunata: non ho mai subito nessun tipo di angheria, offesa o insulto per il colore della mia pelle. Per fortuna, oserei dire, ma nulla è scontato. Solo in prima elementare accadde che una mia compagna mi avesse detto non mi ricordo più cosa sul fatto che ero scura scura: era intervenuta subito mia madre che con il suo savoir faire da negriera le aveva detto: “tuo padre lavora in Africa? ringrazia anche i neri se ha un lavoro”. Non so se lei avesse smesso perchè aveva capito o perchè le faceva paura la faccia nera nera di mia mamma. Comunque niente di grave, siamo poi diventate amiche. Invece, conosco dei coetanei, mulatti come me, che hanno subito ogni genere e tipo di torto possibile, a detta loro, solo perchè “neri”. Ogni volta che a loro succedeva qualcosa, era perchè “i bianchi sono razzisti”. Tra l’altro, il loro padre era pure bianco. Quindi doveva essere razzista pure lui. Vivevano male ogni cosa, sempre pronti a difendersi attaccando. Ogni frase veniva mal interpretata, e si giustificavano così. Quando mi sono iscritta all’università, mi ha accompagnata mio padre. I segretari erano odiosi e insopportabili, trattavano male chiunque, sbuffavano quando gli si chiedeva qualcosa e sembrava fosse un peso dover spiegare la prassi per l’iscrizione e il piano di studi. Ricordo che mi risposero male e quando lo raccontai  a questi amici, ovviamente mi dissero: “Si sono comportati così perchè pensano che in quanto nera tu non capisca, se eri bianca non lo avrebbero fatto”. Ma non è vero!!! Quei due erano due veri e propri stronzi!

Quell’episodio mi fece capire che quei due ragazzi  si comportavano così perché loro erano razzisti e il loro atteggiamento li portava a vedere tutto nero. Io non voglio dire che il razzismo non esista, io dico che non l’ho subito, un po’ per fortuna, un po’ per l’atteggiamento con il quale mi sono sempre posta verso gli altri e non solo. Mia madre si era integrata bene in paese, non si è mai lasciata mettere i piedi in testa da nessuno e ha sempre reagito con carattere. Aveva stretto diverse amicizie con donne italiane e per assurdo ha sempre diffidato di quelle “conterranee” per una questione d’invidia. La madre di quei ragazzi invece se n’è sempre stata nel suo, vedeva del “marcio” ovunque e usciva di casa solo per necessità. I suoi figli erano cresciuti con quell’esempio, di conseguenza non riuscivano ad integrarsi.

Alla fine dipende sempre tutto da noi, da come siamo, da come ci rivolgiamo agli altri e da che visione abbiamo del mondo che ci circonda. Se qualcuno mi attacca inutilmente per questo motivo, penso sia un becero ignorante, non mi tocca, non mi tange. Penso sempre che quel poverino o quella poverina d’estate si mette in spiaggia a prendere il sole per diventare come me. E ci può riuscire, magari. Ma d’inverno gli/le toccano le lampade.

Com’è che cantava Nino Ferrer? Ah, sì…vorrei la pelle nera. Tiè.

🙂

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5 thoughts on “Vorrei la pelle nera

  1. Roby ha detto:

    In realtà credo che quando qualcuno ti conosce vada oltre il colore della tua pelle! Sei troppo speciale…in tutti i sensi! Come dici tu è il tuo modo di essere e di rapportarti agli altri!!

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