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Nigerian Pidgin English? Na so!

DOVE&QUANDO: treno interregionale Milano- Torino alcuni anni fa.

Sono in treno verso Torino con mia madre.

Nel nostro scompartimento, ci sono quattro o cinque ragazze nigeriane che, coi piedi sui sedili di fronte a loro come se il treno fosse di proprietà, ridono e parlano ad alta voce, nella loro lingua, di cose personali. Più che parlare, sbraitano. A me fanno ridere, a dire il vero. A mia madre no. Lei è infastidita da questo comportamento animalesco e, insofferente, dopo aver sbuffato un po’, mi dice a voce alta, in modo che possano sentire anche loro: “Non lamentiamoci se poi i bianchi pensano che i neri siano tutti maleducati e buzzurri! Guarda queste qui come sono conciate, una vergogna per la razza, poi ti vedono in giro e pensano che sei così. Maleducate!”. Io cerco di zittirla, dandole dei colpetti col gomito, lei invece continua. Io, poi, che non amo cercare grane, provo a stemperare la tensione con un sorriso di circostanza alquanto ebete. Ad un certo punto, una di queste inizia ad accusare un’altra di essere una bugiarda. La questione non poteva che essere economica. Parte una “bagarre” verbale senza fine. Io mi diverto come una matta perchè, nonostante non parlino inglese, capisco tutto quello che dicono: “A beg, make you no wex me!” , “Wetin? Na big wahala! You, you, you de chop money only for you!” “Ah, a!Comot!” “Na lie!!”. E così avanti.  (trad. Ti prego, non farmi arrabbiare! Cosa? E’ un grosso problema, tu, tu, ti sei mangiata i soldi solo per te! Ah, a, ma sparisci” Bugiarda!).

La lingua che queste due parlavano e che io comprendevo era il Nigerian Pidgin English (NPE).

Ora, non so quanti di voi abbiano mai sentito parlare di pidgin, perciò vi illumino (d’immenso!).  I linguisti usano questo termine per etichettare quelle varietà di discorsi che si sviluppano quando i parlanti di due o più lingue diverse, senza una prima lingua comune, vengono a contatto con l’altro e hanno bisogno di comunicare (ad. esempio un britannico e un nigeriano di etnia Igbo, che lingua parlano? Tra i due, non essendoci una lingua in comune conosciuta, nasce un pidgin). Lo sviluppo di questi “nuovi linguaggi” è causato dalla necessità urgente di comunicazione tra persone che parlano lingue diverse – una crisi comunicativa linguistica è alla base della creazione di  un pidgin. Quando questo inizia ad essere utilizzato in casa e i bambini crescono parlandolo come prima lingua, si evolve in una lingua vera e propria e diventa noto come ‘creolo’. In passato, i pidgin e i creoli erano spesso indicati con espressioni peggiorative di un inglese stentato: Bastard Portuguese, French Negro, Broken English, etc… tutti termini che indicano chiaramente una mancanza di rispetto per questi idiomi. L’ignoranza l’è una bruta bestia. Alcuni pidgin sono stati chiamati « lingue commerciali », « lingue franche » o « lingue veicolari » e sono chiaramente sorti in seguito al contatto tra le persone che cercavano di fare affari l’uno con l’altro, senza avere una lingua in comune. In questi casi ciò che si sviluppa non sono varietà o dialetti delle lingue madri dei relatori, ma nuove lingue, la cui grammatica (fonetica, morfologia, sintassi, ecc) differisce fondamentalmente dalle lingue dalle quali sono state formate. Tutti i pidgin sono linguaggi lessicalmente derivati da altre lingue, ma sono strutturalmente semplificate, specialmente nella loro morfologia. I Pidgin mostrano una serie di caratteristiche:
1) non hanno parlanti per i quali il pidgin è considerata la loro prima lingua (lingua madre)
2) sono oggetto di apprendimento delle lingue
3) hanno norme strutturali
4) sono utilizzati da due o più gruppi
5)di solito sono incomprensibili ai parlanti delle lingue da cui ne deriva il lessico.

Un’altra curiosità è l’etimologia della parola ‘pidgin‘: si dice, ma non si è certi, che derivi dalla pronuncia cinese della parola inglese ‘business’ e dalla trascrizione del termine pidgeon (piccione).

Ne esistono di vari tipi: quello caraibico, quello oceanico, quello africano,… Quello che le gentil donne parlavano sul treno era quello specifico del West Africa, in particolare della Nigeria, da lì Nigerian Pidgin English.Se capisco il NPE è grazie a quegli amici “africani” che, vivendo in Nigeria la maggior parte dell’anno, quando tornavano in Italia, tra di loro, parlavano questo idioma. La conoscenza di una lingua comune fa stringere dei legami e crea gruppi. Se tu conosci la lingua, entri a far parte del mondo dell’altro.

In quel momento, sul treno io ero parte passiva di una discussione che era accesa per i più, ma che per me era essenzialmente colorita e divertente a causa della lingua, delle movenze e dei gesti. Mia madre si alzò dal suo posto e cambiò scompartimento, io rimasi lì a ridere. Le due, interrompendo lo spettacolo per un minuto, si voltarono a guardarmi. Una delle due mi disse: “Na lie, you no pidgin?” (Non è vero, capisci il pidgin?), e io, sempre col mio sorriso da ebete, risposi: “Nigerian Pidgin English? Na sooo!” (L’inglese pidgin nigeriano? E’ così!).

Le due si misero a ridere e io raggiunsi mia madre nell’altro scompartimento. Potevano continuare a discutere, tranquillamente.

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3 thoughts on “Nigerian Pidgin English? Na so!

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