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Ritardo cronico

Puntualità.

Ci sono persone puntuali e persone ritardatarie.

Io non vorrei far parte delle seconde, ma,il più delle volte, mi capita sempre qualcosa che mi fa perdere tempo. Sempre. Il sillogismo che ne deriva è quindi:  Corinne è perennemente in ritardo.

Anche questa cosa, insieme alla logorrea, l’ho ereditata da mio padre, con un’unica differenza: io non voglio arrivare tardi, io mi preparo in anticipo, faccio tutto quello che devo fare, ma, all’ultimo momento,  o mi chiama uno, o ne incontro un altro e non riesco a tagliare. In più non sono nemmeno una di quelle che sta ore in bagno davanti allo specchio a mettersi a posto; in un minuto mi trucco, in un minuto mi vesto ( se mi sento in forma, se no è un dramma), e in venti minuti metto a posto il nido sopra la testa ( i miei capelli). Quando avevo le extensions era molto più facile, e molto più veloce…ma sì, complichiamoci ancora l’esistenza.

Mio marito mi accusa sempre di avere un ritardo cronico, poi da quando è nata la bambina, su questa cosa ci ricama proprio, ma mica si occupa di vestirla, cambiarla, metterla a posto o altro….quando dobbiamo uscire, lui si alza, va in bagno, si fa la sua bella doccetta calda,  la barba quando è in vena, si mette a posto i capelli, si veste in un minuto per poi dirmi: “sei pronta?”. Ma pronta cosa???  Devo ringraziare Peppa pig se riesco a farmi la doccia (quella maialina rosa ipnotizza la piccola cinque minuti a puntata) ma non prima che lui l’abbia finita, altrimenti sentirei  un sonoro “Cooooooooooooo, l’acquaaaaaaaaaaaaaa!!!”. Quindi, rivado in cucina, faccio il caffè, apro le finestre in camera per far girare l’aria,  e guardando la maialina rosa in TV, aspetto che lui finisca i suoi doveri. “Sbrigati che se no arriviamo in ritardo, come al solito”. Ecco. La colpa sarebbe mia. Mi sale un nervoso che non vi dico: anch’io avrei avuto piacere a prepararmi con calma, e invece no! Tutto di fretta, tanto la colpa ricade sempre su di me. E comunque, la piccola nana, quando sa che dobbiamo uscire, produce i suoi rifiuti corporei proprio mentre sto per chiudere la porta di casa. Vuoi non cambiarla?

Ok, è vero, sto dando colpa alla bambina. In effetti non è causa sua. L’errore sta nella fretta che abbiamo sempre. Non siamo in grado di prendere la vita con calma. Siamo inseguiti dai minuti che passano inesorabili, non riusciamo ad assaporarci lo scorrere del tempo, anzi, li rincorriamo col fiatone con la scusa di poter fare tante cose più possibili quante ne servono per ottimizzare la giornata. Ma dove sta scritto?

Anni fa, durante la mia prima vacanza in Kenya coi miei genitori vidi nella missione dove mio padre lavorava una scena che è rimasta impressa nella mia memoria. Anche mia madre se la ricorda ancora: c’erano quattro o cinque neri che dovevano spostare una decina di tubi di plastica. Tanto per farvi capire, un tubo sarebbe stato spostato senza fatica da una persona. Lì, erano in cinque che ne trasportavano uno. Lo tiravano su e subito dopo lo riappoggiavano giù. In quel lasso di tempo, si fermavano per asciugarsi il sudore. Mia madre li guardava sbalordita. “Ma così facendo non finiranno mai!Ma perché non ne prendono uno a testa e si velocizzano?Ma come si fa a lavorare così?!”. Il parroco missionario che abitava in quella prefettura, le rispose semplicemente che non vi è alcuna fretta nel compiere quel lavoro. Quei ragazzi si prendono il tempo che ci vuole e se lo godono. E’ mia madre che sbaglia a pensare “all’occidentale”: questo suo modo di vedere le cose le crea ansia, e quindi stress. In Africa lo stress da orologio non si sa cosa sia. “Take it easy”, le dice.

La mia natura ancestrale probabilmente mi porta in quella direzione, anche se professionalmente parlando, gli unici ritardi che ho fatto sono stati a causa di trenitalia o della metro milanese. Nella mia vita privata, prima dell’avvento di Didi, sapevo con chi potermi permettere un ritardo e con chi no. E in fondo ci giocavo anche un po’.

La puntualità è un segno di rispetto. Se si è deciso un orario, va onorato. Ed è buona educazione avvisare se si ritarda, anche solo per cinque minuti.

Io avviso sempre, voi?

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One thought on “Ritardo cronico

  1. cri ha detto:

    un mio difetto invece è quello di essere sempre troppo in anticipo rispetto agli orari….a volte sembro ,maleducata perchè arrivo anche molto prima del previsto…questa è una cosa che invece compensa mio marito che è perennemente in ritardo….e i miei figli purtroppo stanno prendendo da lui..ma combatterò e l’avrò vinta io!!!!

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