corinne noca

The winner takes it all

“Il vincitore si prende tutto”, o meglio ancora, “C’è un solo vincitore”. Potrebbe essere un post dal contenuto sportivo.

Invece no.

Ieri sera, mentre facevo la cyclette per anticipare la dieta post natalizia, facevo zapping davanti alla TV e mi sono fermata su RTL. In onda c’era il video di questa famosissima canzone degli ABBA: una donna bionda, la voce cantante, riconosce a malincuore la sconfitta in amore, parlando essenzialmente dell’altra, l’antagonista, colei che ha preso il suo posto. E così, ammette “sportivamente” la propria sconfitta, senza quindi portare rancore a entrambi, nel rispetto di alcune regole del gioco della vita che “vanno rispettate”, tra cui quella che ognuno dia ascolto alla voce dei propri sentimenti.

Ma alla base della canzone c’ è il tradimento.

Argomento sempre tabù, ammetterlo può sembrare coraggioso, farlo è sicuramente infamante, il risultato che ne consegue, nella gran parte dei casi, è negativo. Puoi essere onesto quanto vuoi a confessarlo, ma oltre a far del male, l’onestà e la fedeltà possono andare a farsi benedire.  Eppure, sembra che per capire la natura di un sentimento, si tenda a passare da lì. La solita paura della responsabilità. Non c’è nulla  di cui vantarsi. Secondo me, tutti abbiamo tradito almeno una volta. E tutti abbiamo subito un tradimento. Anche solo con il pensiero. Ne sono sicura.

Ne parlavamo l’altra sera, sempre con quel mio amico che mi ha lasciato la finestra del bagno aperta dopo aver meditato con il libro di psicologia. Lui ci raccontava di aver tradito: avrà avuto vent’anni (adesso ne ha quaranta) e stava con una ragazza più o meno coetanea. Durante la loro relazione, la sorella di questa, più “vecchia” d’età, ci prova spudoratamente con lui. E lui, come da copione, CEDE. Il racconto si particolarizza, vengono coinvolti i genitori della ragazza e in buona sostanza, quando viene chiamato a confessare l’offesa davanti alla famiglia, al “Dopo tutto quello che c’è stato tra di noi” proferito dalla vecchia, lui risponde: “Ma cosa c’è stato???Non c’è stato proprio un bel niente!” . Negare, negare e negare! Anche davanti all’evidenza, ci ha detto. Esulando dal giudizio nei suoi confronti, il racconto ci ha fatto morire dal ridere, ma alla fine, lui si è giustificato dietro alla debolezza della carne. Può essere sufficiente come giustificazione?

Da questa storia, viene fuori la considerazione che tutti, consapevoli o meno, almeno una volta subiamo un tradimento. Farle non lo so, ma avere le cosiddette corna, probabilmente sì. Certo, dopo un po’ di anni ci ridi su, se la storia è morta e sepolta. Ma nel momento in cui lo scopri, cosa fai? Io dico sempre a Fabri che preferirei non saperlo, potrebbe fare la fine di Bobbit ( se non sapete chi è, googlatelo, vi lascio la sorpresa…). Se mai mi tradisse, preferirei ignorarlo. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore. Soprattutto se è un tradimento solo fisico. Se si innamorasse, beh, in quel caso, certo, sarebbe il caso che me lo facesse sapere. Non c’è da perdere troppo tempo. Ma per gli uomini, pare che sia sempre diverso. Dicono che sia una questione di virilità…mah.

Il problema sono le donne. Le donne quando e se tradiscono, lo fanno perché non amano più il proprio compagno. Le donne “serie”. Le altre, va beh, non credo serva una spiegazione. E’ così.  Siamo talmente complicate, pensiamo talmente tanto che ci facciamo di quei films che neanche Spielberg o Woody Allen potrebbero metterli in scena. Certo, se poi si è recidivi, c’è qualcosa che non va. La serietà di nuovo può andare a farsi benedire con l’onestà e la fedeltà citate sopra.

La donna ( e in alcuni casi anche l’uomo) vede nell’altro l’Amore della Vita. Arriva a mettere tutto a repentaglio se ne è convinta. Ma mettere in discussione tutto prima è sempre una questione di responsabilità. E coraggio. Tradire è sinonimo di codardia; tradire significa rompere una promessa di fedeltà, la stessa che è racchiusa nel termine Amore; quella fedeltà che non è un peso quando non abbiamo occhi (e cuore) che per l’altro. Tradire non è deludere l’altro, ma allontanarsi da un Sentimento Sacro che merita Rispetto,  e da quel concetto più grande di noi stessi che lo rende il motore trainante della nostra esistenza.

Eppure capita. Cosa fare per evitarlo?

 

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