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Artisti

Artista

Dalla Treccani:

 [dal lat. mediev. artista «maestro d’arte»]

1. Chi esercita una delle belle arti (spec. le arti figurative, o anche la musica e la poesia): gli a. del Rinascimento; gli a. della scuola romana. Come termine di classificazione professionale e dell’uso com., anche chi svolge attività nel campo dello spettacolo (teatro, cinema, ecc.): a. lirico; a. di varietà; gli a. della radio,della televisione; i camerini degli a.; ingresso riservato agli artisti. Il termine implica spesso un giudizio di valore ed è allora attribuito a chi nell’arte professata ha raggiunto l’eccellenza: è un vero a., un grande a., un a. di genio. Con riferimento alla poesia, è talora contrapposto a poeta, considerando come qualità proprie di questo la forza dell’ispirazione e del sentimento, l’altezza della fantasia, e attribuendo all’artista soprattutto virtuosismo e abilità tecnica. Per la facoltà degli a., o facoltà delle arti, nelle università medievali, v. arte, n. 1 a.

Quante volte si usa impropriamente questo termine? A forza di sentirlo nominare, anche da chi non lo è, sembra essere diventato un tormentone che identifica l’espressione manifestata concretamente, apparentemente “diversa”, di un qualunquista qualsiasi: una cagata pazzesca, diciamolo dai! E questi cialtroni che si spacciano per tali, trovano spazio in TV, autodefinendosi così senza indugio nè timore, ma soprattutto senza alcun rispetto per chi, artista lo è davvero.

E io non parlo solamente di quei volti noti, che tutti conosciamo, anticamente, storicamente…no, io mi riferisco a coloro che attraverso un’arte figurativa si esprimono e vivono di quel lavoro: nel loro anonimato ci mettono passione, cuore, amore e spesso e volentieri non vengono nemmeno considerati: gli artigiani.

Mi sono sempre piaciuti gli articoli unici, con un significato, quelli che hanno una storia, quelli che mi fanno ricordare…oggetti creati a mano, che a volte utilizziamo per una stagione, o quotidianamente se capita. Ogni volta che compivo un viaggio o semplicemente mi recavo in un posto dove non sarei più riuscita a tornare, ne acquistavo uno. Oggi, con la globalizzazione, tutto è sempre più accessibile, quei “manufatti” si possono trovare online, ma il gusto di acquistare la tal cosa nel tal posto, beh, quello non me lo leverà mai nessuno. Sono prodotti mantra, quelli che procurano emozioni non appena li vedi.

Dal Laos portai a casa dei foulards di seta fatti a mano dalle donne laotiane con i telai a terra ( in Laos esistono una dozzina di stili di tessitura, diffusi nelle diverse regioni): con i piedi lo sorreggevano e l’ordito era arrotolato su una canna di bambù e tenuto largo con un’altra canna; con la mani manifestavano un’abilità che solo anni di esperienza potevano aver contribuito a formare. Quei foulards racchiudono il tempo e la vita di quelle donne. Non c’è bisogno dell’etichetta MADE in LAOS: chi se ne intende, sa riconoscerlo.

Di solito non si fa, ma io non sono un’agenzia pubblicitaria, non sono vincolata da nessun contributo pertanto scrivo e consiglio ciò che secondo me è valido. Natale è passato, sarebbe stato opportuno, forse, scrivere questo post prima, ma il world wide web è talmente vasto che non lo reputo un limite…ci sono due ragazze che io stimo tantissimo. La prima, conosciuta tanti anni fa in vacanza studio a Dublino, ha disegnato gli orecchini per il mio matrimonio: Fery. Sara è un’artista fatta e finita, professionale, attenta e precisa. Ha saputo cogliere esattamente ciò che le ho richiesto, dopo aver studiato assieme la forma del pendente, mi ha fatto alcune proposte ed è stata velocissima, stando nel mio budget. Bresciana.

La seconda, è Margherita. L’ho conosciuta da poco per una passione che abbiamo in comune (è sempre un Segreto non fatemelo dire…), ma ho potuto ammirare le sue creazioni. Passione, calore e amore pervadono i suoi oggetti. Dalle sue realizzazioni si può percepire il sentimento con il quale l’ha composto. Siciliana.

Per PAR CONDICIO ho messo sia il NORD che il SUD, perchè non si dica che sono razzista. 😉

Questo mio post, vuole essere un inno ai piccoli artigiani, coloro che inseguendo un sogno lo hanno fatto diventare un lavoro, non senza difficoltà, ma con la perseveranza e la costanza che tutti i sogni devono avere per essere realizzati.

Questi per me sono artisti. Non uccidiamoli. Alimentiamoli.

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