corinne noca

Uomini & Donne.

Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere. Siamo diversi.

Ma non è questo il post in cui parlo delle differenze tra i due sessi; sì, esattamente, Uomini&Donne non ha bisogno di spiegazioni, chiunque in Italia conosce questo binomio per quello che è: il programma di Maria De Filippi. Non storcete il naso, perché sono sicura che tutti voi, anche solo una volta, l’avete visto, che fosse la prima edizione, molto più seria di quella che va in onda oggi, o che fosse il trono Over contro quello classico, sapete di cosa parlo.

Le esperienze durante la mia fase “volatile” non si sono ancora esaurite: oggi vi racconto di quando andai a Cinecittà per assistere alla registrazione di alcune puntate di uno dei programmi più criticati e seguiti a casa nostra. Succede che a bordo salgono un vecchio tronista, Alessandro Genova, e la sua “scelta”, reduci dalla classica vacanza a Sharm di fine programma. Con loro ci sono anche il regista delle esterne, che li stava riprendendo e due cameramen. Conoscevo di vista Alessandro perchè, oltre ad essere di Alba (CN), aveva fatto per qualche anno il poliziotto a Vercelli, e non passando inosservato, mi era capitato, da universitaria, di averlo visto un paio di volte. Essendo entrambi piemontesi, azzardo qualche battuta in dialetto, creando un certo stupore (un po’ come sentire James Senese parlare in napoletano) e così, durante l’attesa del solito ritardo, iniziamo a chiacchierare tutti insieme ( il volo era praticamente vuoto). Io faccio finta di niente,  non dico di averlo visto in TV, finché il regista raccontandomi del lavoro mi dice: “eh sì, siamo andati a registrare le esterne al mare”, e io, da classica “babba”, gli rispondo: “ah sì, a Sharm!”, lasciando chiaramente intendere di non essere una profana…In quelle due ore, ebbi modo di fare qualche domanda, forse più curiosità tanto da riuscire a strappare un invito a presenziare dal vivo a Uomini e Donne con eventuali accompagnatori/trici al seguito.

E così fu. Portai due miei amici maschi che non vedevano l’ora, forse più di me, di conoscere lei, la più grande di tutti: Maria. Partimmo per Roma fermandoci due giorni e registrammo un paio di puntate: all’epoca c’erano Luca Dorigo e la sua interminabile storia con Amalia, che io ho ben ben criticato con gesti plateali registrati su VHS a casa da mia mamma. Era il lontano 2006, una vera e propria tamarra.

Purtroppo Maria non l’abbiamo conosciuta: lei era solita entrare in studio un minuto prima della registrazione e uscire quasi un minuto prima del “nero”. Si siede sugli scalini e, da lì in avanti, ha tutta la mia ammirazione. E’ esattamente come potete vedere da casa: il pubblico,che ci crede veramente in quello che dice e che fa, le parla continuamente addosso, sbraita e a seconda dei personaggi, inveisce in maniera plateale: “Maria ma hai sentito, Maria ma che sta a dì, Maria qui, Maria lì, Maria quella è falsa, vuole solo le telecamere…”; se non arriva a casa esaurita la povera Maria, poco ci manca. Altro che La Sanguinaria, sono gli altri che cercano di stroncarla. Lei è troppo forte, chapeu.

Il mio sogno però, non era salire sul trono o andare a corteggiare, per carità! Io avrei voluto sedermi al fianco del tronista, che sarebbe dovuto essere un mio amico, al posto di Tina o Karina Cascella, nella veste dell’amica confidente che gli avrebbe dato i consigli. TOP!

C’è mancato poco!

Qualche anno dopo questa comparsata, la sorella di un mio caro amico d’infanzia, manda le foto del fratello, a sua insaputa, alla redazione, che lo chiama! E Lui chiama me… La telefonata è andata più o meno così:

“Cò, mi hanno chiamato dalla redazione di U&D, cosa faccio? Io faccio lo spavaldo, ma alla fine sono timido”.

“Ti hanno chiamato???Vaiiii!!! cos’hai da fare??Non stai nemmeno lavorando, approfittane, se hai bisogno io ci sono!”

“Sì, va bene, ma mi accompagni?”.

“Certo, volentieri, quando?”.

“Domani!”.

O_o

Ecco. Mi sarei sparata un colpo. Lui mi chiama un mercoledì qualunque e mi chiede di accompagnarlo a Roma il giorno dopo. Vanno bene i sogni di gloria, ma mollare il lavoro proprio così, dall’oggi al domani, non è nella mia indole, non l’avrei mai fatto.

“No, xxx, non ce la faccio, non posso prendere un giorno di ferie così all’improvviso, fosse stato per la prossima settimana sì, ma così su due piedi non ci riesco.”

“Co, da solo non vado, non me la sento, piuttosto rinuncio”.

Ho cercato di insistere dicendogli che la volta successiva sarei andata con lui, ma che non doveva farsi scappare quest’opportunità, magari non gli cambiava niente, ma almeno provarci, non aveva nulla da perdere.

Lui però, per quanto fosse cinico in quel periodo e in una fase della sua vita in cui non sapeva davvero dove sbatter la testa, non cedette, facendosi sopraffare dalla sua indole, in fondo timida.

Mi è dispiaciuto per lui, ma ammetto di esserlo stato più per me: il mio sogno di gloria di sedermi al posto di Tina è durato il tempo di una telefonata, cinque minuti.

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