corinne noca

Fama e notorietà.

Una sera di tanti anni fa, in vacanza in Liguria, incontrai Irene Grandi.

Non potrò mai dimenticarmi quel momento: in attesa di una coppia di amici ( quello de Profumo di un’amicizia, nda) passeggiavamo sul lungo mare di Finale, finchè, giunti ad una piazzetta la vediamo scendere da una Mercedes blu con il suo chitarrista di fiducia. La seguivo fin dai suoi esordi a Sanremo nelle nuove proposte e mi è sempre piaciuta, sia per la sua voce e le sue canzoni,  che hanno accompagnato molti momenti divertenti della mia adolescenza ( “Bum Bum” sarà sempre associata alla mia prima gita sulla neve al liceo), sia come persona. Ci avviciniamo con calma per appurare che fosse realmente lei, attorno non c’era praticamente nessuno e non appena ci troviamo ad una distanza consona io chiedo a lui, il suo chitarrista: “E’ Irene Grandi?”. Quasi impaurito mi fa cenno di no con la testa e lei mi guarda dritto negli occhi,senza un minimo interesse, senza un sorriso e ancor peggio senza nemmeno salutare. Praticamente irriconoscibile, forse per la stanchezza del viaggio, o non so che altro, se ne va voltandomi le spalle e lasciandomi lì, immobile come un baccalà.

Inutile dire che ci rimasi male. Avevo davanti a me una cantante che ammiravo e che seguivo da anni, magari non era la mia preferita, ma sicuramente era una di quelle per la quale avevo investito anche dei soldi per acquistarne i cd…Da allora, non ne ho mai più comprato uno. E non vale il discorso “sarà stata scazzata, stanca o altro”, no. Io mi sono avvicinata in punta di piedi, quasi con timore, e mi sarebbe bastata una stretta di mano nel dirle quanto l’ammiravo e quanto era brava.

Forse sarò stata esagerata, ma la delusione e l’amarezza per quel gesto e per quel comportamento mi hanno lasciato un segno per anni: ogni volta che mi si presentava l’occasione di conoscere o fare amicizia con qualcuno di noto, ho sempre avuto timore di dargli fastidio. Quando volavo, o quando ero in hotel le occasioni di incontrare i vips di casa nostra si sono sprecate, con alcuni ho scambiato due parole, con altri sono anche diventata amica, ma non ho mai, ripeto mai, chiesto nulla; sono sempre rimasta sulle mie, mai una foto, mai un autografo. Inconsciamente non volevo più sentirmi fessa come in quella piazzetta di Finale, e volontariamente capivo che questi personaggi erano già stressati e pressati da uno stuolo di fans incalliti e impazziti che avrebbero fatto di tutto pur di stare con loro e avere un attimo di notorietà. Quando ho incontrato Jordi Coll nella hall degli studi di Verissimo, mi sono avvicinata perchè sapevo che lui era a conoscenza di chi fossi, che avevo curato il suo blog e che gli stavo facendo un po’ di promozione gratuita ( per pura passione e senza alcun interesse). E’ stato in qualche modo più semplice chiedergli alcune cose, come scattare una foto insieme o un selfie e, in seguito, a Valencia, gli autografi per le fans che me l’avevano richiesto ( anche lì però non l’ho fatto per tutte perchè non volevo rompergli le scatole…)

Fama e notorietà. Due punti d’arrivo che possono, a volte, suscitare manie di grandezza e onnipotenza. E queste ultime capitano il più delle volte a chi l’ha ricevuta per caso, a chi non ha sudato sette camicie per conquistarla, ma si è trovato buttato lì per un incomprensibile caso della vita: perchè chi ha sudato, il più delle volte conosce l’umiltà e sa a chi dover dire grazie.

E’ il rovescio della medaglia: metti in piazza il tuo talento, presunto o vero, ma in cambio ti viene richiesta la tua vita privata. Non sei più libero di fare esattamente ciò che facevi prima senza che un paparazzo o chi per lui ti fotografi, ti fermi per strada e chiunque ti riconosca ti chiama come se foste amici da una vita. Non ci sono più livelli e tu, persona nota, non puoi esimerti dal comportarti bene, perchè sì che hai talento, ma ti è stato riconosciuto dal seguito che hai avuto; e sono proprio loro, quelli che ti stressano e che arrivano a romperti le scatole che ti innalzano, ma che allo stesso tempo ti possono massacrare e far cadere giù dal palco. Ricordatelo.

Se ti viene dato rispetto, rispondi con esso, se ti viene data una mano stringila, se ti sputano addosso, voltati dall’altro lato, ma non rispondere a tutti allo stesso modo e soprattutto, con indifferenza. Essere famosi è un po’ come essere dei venditori: non ti puoi permettere di essere completamente te stesso perchè vendi la tua immagine e devi trattenerti dal mandare a quel paese potenziali clienti. E’ una dura realtà, mi spiace, ma c’è sempre chi sta peggio di te, no?

L’ho scritto non tanto tempo fa, bisogna essere gentili sempre, e non è una frase di rito, è la verità.

La fama e la notorietà dovrebbero viaggiare sullo stesso binario dell’educazione e dell’umanità. A volte però le prime due viaggiano per conto proprio: basta un episodio per farti cambiare idea su qualcuno.Quella sera in Liguria, non c’è stata nè gentilezza, nè educazione nè umanità. Solo indifferenza. E questo non lo scorderò mai.

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3 thoughts on “Fama e notorietà.

  1. teresa ha detto:

    una vera delusione….tante volte innalziamo degli altarini a qsti personaggi che vengono spazzati dai loro atteggiamenti maleducati, a mio dire.Si dovrebbero rendere conto che senza i fan nn sono nessuno.Per fortuna esistono le eccesioni 😉

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