corinne noca

Il tatuaggio del destino

IN ADOLESCENZA NON SONO MAI STATA UN’AMANTE DEI TATUAGGI. Ero un po’ una mosca bianca (!!) perchè di solito queste passioni nascono proprio in quel periodo, quando si cerca di diventare grandi e si hanno dei pensieri, degli atteggiamenti che sono più tipici della spavalderia che della maturità, in effetti. Le mie amiche da quel punto di vista erano molto più “trendy”, io preferivo avere le mie convinzioni e da quel punto di vista non mi lasciavo molto condizionare.

L’ANNO DELLA LAUREA, LA SVOLTA. A 24 anni mi viene voglia di farmi un tatuaggio. Piccolo, non troppo appariscente con un significato che potesse ricordarmi un bel periodo della mia vita. Dovendo restare inciso sulla mia pelle in eterno, non avrei mai voluto stancarmi. Così, scelsi degli ideogrammi cinesi che composti creavano la parola DESTINO.

Ora, io non so il cinese e mi sono quindi affidata sia al fato che al mio tatuatore di fiducia ( che ho giusto conosciuto in quell’occasione insieme a Sara, la mia amica che invece si è fatta fare  una farfalla – non quella di Belen eh…): avrebbe potuto scrivermi qualsiasi cosa, non l’avrei mai saputo se non indagando, così ho preferito la beata ignoranza. Occhio non vede, cuore non duole . In quel periodo, un servizio al telegiornale parlava dei rischi relativi alla mancanza di igiene di certi centri e ai falsi significati impropriamente attribuiti a simboli orientali…era venuto fuori che una ragazza era convinta di essersi fatta scrivere “amore per la vita” quando in realtà aveva scoperto di “essere una grandissima ZOCCOLA”. Perfetto.

Ho passato anni a chiedermi se avessi fatto bene a scrivere quella parola in una lingua diversa: sono sempre stata attratta dalla lingue orientali, dalla simbologia degli ideogrammi e dai suoni ad essi associati; non fosse che non si smette mai di studiare ed imparare una lingua di questo tipo e ci voglia una costanza che ahimè non ho, l’avrei forse iniziata a studiare. Fatto sta che il tatoo mi piaceva assai, non lo notavo più di tanto, non mi aveva fatto alcun male e in cuor mio speravo di non trovarmi mai di fronte a qualcuno che conoscesse il cinese per avere la tentazione di chiederne il significato.

Credo in una forza più grande di noi che ha già deciso tutto, credo in Dio e nel Fato. Io sono per il “niente accade per caso”: noi abbiamo l’illusione di essere fautori del nostro destino, apparentemente scegliamo e decidiamo quello che riteniamo più giusto perchè abbiamo una ragione che ci permette di farlo, ma alla fine penso che tutto sia già  stato “definito”.  Un libero arbitrio un po’ pilotato.

Ovviamente il destino giocò la sua carta. Due volte.

Una sera in pizzeria, qualche anno più tardi, conobbi una ragazza che studiava lingue orientali a Torino: il mio fidanzato di allora mi disse di farle vedere il mio bellissimo e affettuosissimo tatoo per verificare che significasse esattamente ciò che avevo chiesto anni prima. La ragazza scrutò la mia caviglia non così fine, pronunciò due suoni incomprensibili e sentenziò: “sono due ideogrammi in cinese che indicano la parola destino”. Quella dimostrazione sarebbe potuta bastarmi, invece arrivò ancora una seconda occasione. Per inciso: non è che non mi fidassi della ingegnosissima studentessa universitaria, che aveva tutto il mio rispetto, ma di fronte alla delegazione di cinesi ospiti per mesi nell’hotel in cui ho lavorato per anni, non potevo esimermi. Loro si trovano a Savigliano per lavorare sui treni ALSTOM dell’alta velocità, il loro soggiorno non sarebbe stato breve e io DOVEVO esserne certa.

Durante la loro permanenza presi di nuovo il coraggio a due mani e chiesi a quello più simpatico di tradurre la mia caviglia….pronunciò gli stessi suoni onomatopeici che avevo già sentito, mi guardò e ridendo mi disse: “ahaha, but why did you choose this woLd?” .

IL CUORE SI FERMO’ PER QUALCHE SECONDO. Gli chiesi impaurita a quale woLd si riferisse e lui mi rispose ( di nuovo ridendo): “destiny”.

IL CUORE RIPRESE A BATTERE. Andata! Dopo più di dieci anni, oggi mi guardo la caviglia destra e sono sempre felice di avere quei due simboletti: li guardo con affetto e con quel pizzico di nostalgia che lega il cuore al passato, e non me ne pento. Ma ciò di cui sono immensamente contenta è di non essere ( almeno per i cinesi) una grandissima zoccola.

Amen.

 

 

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6 thoughts on “Il tatuaggio del destino

  1. mary ha detto:

    Mai dire mai. Ero contraria al pasticciarsi la pelle. Ho dovuto accettare I tattoo per amore delle mie ragazze..perche’ se a me non piacevano a loro invece tantissimo . Ora, dopo aver vissuto quello che il ”destino” mi ha crudelmente riservato, sto considerando l’idea di farne uno..un simbolo di eternita’ che voglio incidermi nella pelle, che mi regalera’ la dolce sensazione di un’eternita’ fisica che portero’ addosso oltre che nel cuore. ❤

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  2. Sto ancora ridendo! Grande Corinne!!
    Io opterò per qualcosa in inglese o italiano, tanto per stare tranquilla. 😉
    Mi piacciono i tatuaggi perchè, nel bene e nel male, raccontano qualcosa di chi li ha scelti.

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  3. teresa ha detto:

    ahahah,io sono una di qlle che resiste ancora ai tatuaggi ,forse più x paura,però una cosa me la tatuerei senza pensarci troppo,l’autografo di un certo spagnoletto,ihihihih,nn troppo grande però

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