corinne noca

La Madonna degli Angeli

Ho passato la maggior parte dei miei lunedì di Pasquetta a “merendare” su una collina dove sorge un piccolo santuario dedicato alla Madonna degli Angeli, una piccola statua in pietra che veniva venerata come protettrice dei vigneti che hanno sempre caratterizzato questa zona.

Si trova appena sopra il cantone (o frazione dir si voglia) dei miei avi paterni, Noca, e ogni anno eravamo tutti soliti incamminarci verso la Madonna per fare un pic-nic all’aria aperta, in mezzo alla natura e soprattutto con gli amici. Questo giorno, insieme alla vigilia di Natale e alle recite di Don Mario lo porto sempre nel cuore.

I tempi cambiano, e a volte anche alcune consuetudini, almeno finchè qualcuno non riprende a farle con lo spirito nostalgico delle usanze. Ci ritrovavamo sempre nella piazzetta della chiesa, a volte a piedi, a volte coi motorini, sperando che non piovesse,anche se due gocce non ci avrebbero di certo spaventato: se il cielo a volte poteva sembrare grigio e carico di pioggia ci addentravamo lo stesso per quei sentieri di terra brulla, in mezzo alle Rive Rosse, e ci “piazzavamo” con le nostre coperte e tovaglie appena sotto il santuario, in un posto più tranquillo e appartato dove avremmo potuto fare tutto il casino che volevamo.

Questi lunedì non avevano nulla di particolare se non la semplicità dello stare insieme, del ridere e dello scherzare: grandi e piccoli, adulti e ragazzi dei comuni limitrofi si ritrovavano e condividevano tempo e spazio. Nascevano piccole storie o nuove amicizie, ma soprattutto non esisteva la tecnologia. Si era obbligati a parlare, a guardarsi negli occhi e non ci si nascondeva dietro dei messaggi. Esistevano i diari e le macchine fotografiche dei genitori o quelle usa e getta che forse non fanno neanche più.

Poco fa riguardavo vecchie foto di me da bambina: foto che hanno più di 30 anni, un po’ sbiadite, con quell’odore di “vintage” e di pellicola difficile da descrivere, quella carta fotografica dura e resistente con dietro scritto “kodak”…la mia generazione è una delle ultime ad aver vissuto queste piccole grandi cose. Adesso, prima di stampare una foto devo sceglierne tra mille, scattate con cellulari o macchine digitali, sul computer. E forse la maggior parte delle volte, se non me lo impongo, rimangono latenti nel PC con la speranza recondita che non si rompa o che la memoria non venga cancellata.

La Madonna degli Angeli è come la piazza del Comune, il Monumento dei Caduti o  il classico Bar Sport di Stefano Benni: il luogo per antonomasia del ritrovarsi senza doversi mettere d’accordo mesi prima,se volevi andare sapevi che avresti trovato qualcuno e che non saresti rimasto solo.

Chissà se è ancora così.

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2 thoughts on “La Madonna degli Angeli

  1. mary ha detto:

    Beh..la Madonna degli Angeli..che dire oltre a quello che hai scritto e descritto cosi’ bene? Come accenni anche tu, dove nascevano amicizie e storie…NOI siamo nati li’… Ma non potevo andare alla Burcina quel giorno??? 😀
    Sono anni che non salgo lassu’..Sara’ il trauma…! 🙂 ❤

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