corinne noca

Ciao, Pino!

dante e virgilio

“Co’ mio papà ha letto il post “L’ormone maledetto” : mi ha detto di farti i complimenti, perché hai proprio scritto quello che succede con grande lucidità!!!” – “Ma davvero?!” – “Sì, sì, ti segue e gli piace proprio come scrivi!”.

“Devo farti i complimenti Corinne, adesso che ti vedo posso dirtelo di persona. Ho letto i tuoi scritti su Internet, e oltre a essere interessanti per i temi che proponi, li hai davvero scritti bene. Brava! Ma da quando ti sei scoperta scrittrice? Dovresti continuare, perché hai smesso? Più ci si impegna, più si migliora. Brava, brava. Sai che io non spreco complimenti”.

E’ vero. Ma è giusto così, altrimenti perdono di valore. E’ stato come ricevere il Premio Pulitzer per chi lo desidera, o semplicemente quel 10 mai preso a scuola per il tema d’italiano. Per me le tue parole sono state un attestato di stima, un onore: le ricorderò per sempre. Sono state tra le ultime che mi hai detto, qualche mese fa, quando ci siamo visti a casa dei miei. Per tanti amici e conoscenti sei stato il Professore, il Sindaco di Villa del Bosco…per me sei sempre stato uno tra i più cari Amici di mio padre. Uno di famiglia. Il Pino.

“Ah il Dodo, lo conosco molto bene, sono più di 40 anni…non cambierà mai!Ha sempre quella testa un po’ tra le nuvole, è bravo eh, anzi buono, ma c’ha una testa! Sempre abituato bene!”. E sento la tua voce e la tua risata, marchio di fabbrica.

Inutile dire che, fin da bambina, ho sempre avuto grande stima di te (e anche un po’ di soggezione). Chiaramente crescendo certe cose si fanno più nitide, chiare e si comprendono molto di più… ricordo quando con Filippo e Arianna ci mettevamo nel tuo studio a guardare quell’ora consentita di televisione, con rigorosa scelta del film da vedere. “Balla coi Lupi” aveva sforato, ma un film Oscar ne aveva tutti i diritti.  Per te, professore di Lettere, rigore e severità erano parole all’ordine del giorno, a casa come a scuola, ma io ti ricorderò per l’ironia e l’arguzia. Queste sì che ti rappresentavano a pieno.

Ci affacciamo alla morte quando meno ce lo aspettiamo. Un fulmine a ciel sereno. Il dispiacere, il dolore possono variare a seconda del grado di conoscenza che si ha della persona che viene a mancare, ma non è detto. A volte può succedere che si compatisca la perdita di qualcuno senza conoscerlo direttamente, ma la situazione, le cause, gli effetti fanno sì che ci immedesimiamo nel contesto, con lo stesso pathos dei cari.

Ieri la mia famiglia ha perso un Amico, ma sono sicura che, lassù, da qualche parte, starai già discorrendo con Dante sul ruolo di Virgilio nella Divina Commedia… o forse, ancora meglio, ti sarai presentato a Virgilio ( che per me non è nel limbo) dicendogli che  tua moglie si chiama Enea. D’altronde la vera pietas  non appartiene a tutti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...