corinne noca

L’influenza della verità

Dire la verità.

Ognuno di noi è detentore di informazioni che possono influenzare la vita delle altre persone e questo, nel corso del tempo, può diventare grave. Diventiamo noi padroni della vita degli altri e nascondere ciò che sappiamo può avere conseguenze devastanti.

Ho iniziato a scrivere questo post più di un anno fa. Poi mi sono fermata. L’ho ripreso in mano, ho scritto due righe e mi sono rifermata.

Questa notte, complice la mia dolce amica insonnia, ho deciso di riprenderlo  in mano.

In uno dei miei primi post avevo parlato delle bugie, di quelle bianche, di quelle nere, di cosa rappresenti “nascondere” od “omettere” delle cose che si sanno. In un certo senso è tutto collegato, ma cosa significa realmente “dire la verità”?

Etica, morale, senso del dovere, onestà, responsabilità, purezza, coscienza…sapere, conoscere la verità di una persona, di un evento, di un fatto da un lato ti rende consapevole della responsabilità del sapere, dall’altro ti mette alla prova. Perché la verità assoluta, oggettiva, esiste quando c’è una corrispondenza con la realtà e soprattutto quando, in senso molto stretto, esiste la menzogna.

Un tema scottante. Ognuno di noi è a conoscenza di poche, tante verità: ci si può sentire liberi di esprimerle se queste non creano danni perenni a terzi, oppure si possono evitare, si tengono per sé, perché non vale la pena dover rovinare la vita di qualcuno. Come se essere sinceri equivalesse a fare del male. Ma è così? Può essere.

La verità fa male, si dice. Motivo? Davanti ad essa ci sono un castello di silenzi, omissioni, bugie che sono state costruite o per salvarsi o per salvaguardare. Non voglio fare esempi estremi, ma pensiamo per un attimo ad un avvocato che deve difendere una persona che ha commesso un omicidio. Si dice che per difenderlo debba sapere la verità. Gli altri non lo sapranno mai, a meno che non lo ammetta direttamente, ma fino a che punto si può riuscire a mentire?

Dire la verità sembra essere diventato un lusso: siamo tutti trasparenti? Diciamo sempre quello che sappiamo, pensiamo, conosciamo? Interpretiamo davvero in maniera corretta la visione delle cose o ci sono mille sfaccettature? La mia verità può essere la stessa di un’altra persona? Perchè ci spaventa così tanto affrontarla?

Perchè è parte dei nostri sentimenti, del nostro Io, del nostro vissuto, di ciò che siamo. E non siamo tutti uguali. Sentiamo, capiamo e percepiamo cose diverse. Abbiamo gradi di sensibilità differenti, siamo più o meno cinici, siamo buoni, siamo cattivi, siamo doppi…desideriamo piacere, a volte…e per farlo o non abbiamo timore di come siamo, e siamo perciò sicuri di noi stessi, oppure, in preda a dubbi e perplessità derivanti dalla nostra esperienza di vita o familiare, “omettiamo” alcune parti di noi che prima o poi però vengono fuori e chiederanno di essere mostrate.

Autenticità. Realtà. Sincerità. Ognuno di noi si faccia un esame in coscienza:. in quale percentuale lo siamo VERamente?

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2 risposte a "L’influenza della verità"

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