corinne noca

Riusciremo a sopravvivere?

Questo titolo, che era in bozza da 4 anni, originariamente era così “Riusciremmo a sopravvivere?”

Sono stata indecisa diverse settimane prima di tornare qui su thermorninglater visto che è passato quasi un anno dall’ultima volta e speravo di poterlo fare in una situazione decisamente migliore di quella che stiamo vivendo.

Ricordo ancora cosa volevo scrivere, ma ho deciso di modificarlo perchè capita nel momento in cui questa domanda ce la stiamo facendo, bene o male, tutti.

Riusciremo a sopravvivere?

Ho letto tanti articoli, messaggi, post, pensieri di amici (e non solo) su quello che il corona virus ci ha tolto improvvisamente dall’oggi al domani e sulla reazione all’isolamento forzato. Teorie complottistiche, vaccini e farmaci esistenti che non vengono dati, gente che se ne infischia del #iorestoacasa e continua a gironzolare per il paese o per la città, fottendosene clamorosamente delle possibili e probabili conseguenze che un gesto del genere possono produrre.

Ammetto che, un mese fa, io sono stata tra quelli che minimizzavano questa epidemia ( perchè era così allora), mi sembrava eccessivo il panico che i mezzi di comunicazione stavano suscitando e fomentando, e non ne capivo la ragione, quando in Africa esiste ancora l’Ebola, e si muore continuamente di tumore, Aids etc…

Poi qualcosa è successo. E’ intervenuto il Governo isolando delle province, considerate tra le più colpite, tra le quali quella in cui risiedo. E subito dopo ha esteso il provvedimento in tutta Italia. Il mio turning point è avvenuto lì. E anche la mia corsetta mattutina è diventata una cosa non strettamente necessaria, per il mio bene e per quello di chi mi circonda. Ho smesso ed ho iniziato ad avere paura.

Ora, io credo che ne usciremo, se ne esce sempre in qualche modo, e quindi sì, riusciremo a sopravvivere, ma la considerazione maggiore che ho fatto in questi giorni è legata alle persone.

Sì, quelle che fanno parte della nostra vita, della nostra quotidianità. Quelle che non possiamo fare a meno di sentire. Si dice sempre che i Veri Amici li vedi solo nel momento dei bisogno. Il bisogno adesso è collettivo, non è individuale: non stiamo male, perchè non abbiamo bisogno di qualcuno che ci accudisca o ci prenda per mano, ma abbiamo bisogno di ridere, di toccarci ( oh guarda improvvisamente), di prendere un caffè insieme, di piangere anche. E fateci caso: le persone che sentite di più sono quelle che volete nella vostra vita. Sono quelle che non vi abbandoneranno mai. Sono le persone del vostro cuore. Coloro che vi chiamano, che si interessano a voi, anche con un semplice messaggio, anche se non le sentite da anni, da mesi, sono quelle che vi pensano, alle quali pensate, che non volete perdere per nessuna ragione al mondo e che speriate stiano bene. E vi stupirete, perchè forse in mezzo a queste ce ne sono alcune inaspettate.

Con i social sembrerebbe tutto più facile: scriviamo, commentiamo, condividiamo e tutto è alla mercè di tutti, è come se tutti fossimo interessati a tutti e tutto, le distanze sembrano diventare relative. Poi però si tirano le somme, e si fa una selezione: le videochiamate, i semplici “come stai/state?” quanto fanno bene al cuore? Quanto ci fanno capire di essere importanti per qualcuno? Magari quel qualcuno che pensavamo non pensasse nemmeno a noi.

E’ tornato il momento dello stupore, dell’apprezzamento delle piccole cose, dei gesti, della voglia di avere rispetto per le relazioni che intrecciamo e che ci fanno stare bene. Perchè quando finirà tutto questo, che ammettiamolo, non è una tragedia stare a casa con mariti, mogli, figli, compagne, cani, gatti… avremo ritrovato noi stessi, facendo salti nel passato, o semplicemente ci saremo riavvicinati o allontanti ancora di più da chi sta a fianco a noi, ma in fondo sarà sempre positivo perchè avremo capito cosa vogliamo davvero. La vita, l’universo ci stanno dando una nuova chance.

Il problema sarà tornare alla normalità, se così possiamo chiamarla. Dovremo mettere in pratica quello che ci siamo detti per settimane, forse mesi, ricominceremo più assiduamente a fare quello che facevamo prima, forse – e dico forse- gustandolo un po’ di più, anche se l’essere umano si dimentica troppo in fretta, forse per protezione, del disagio e della sofferenza vissuta quando può tornare nella condizione privilegiata che aveva prima.

Ma io rimango fiduciosa e positiva e con questo post voglio ringraziare tutti coloro che hanno e avranno sempre un pensiero per me e per la mia famiglia: vi voglio bene e sappiate che anche voi avete un posto speciale in prima fila. Nel mio cuore.

#iorestoacasa

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