corinne noca

La rivincita delle “normali”

Possiamo dire quello che vogliamo, ma noi donne in quanto a solidarietà e collaborazione siamo imbattibili. Sì, a tagliare la giacca e ad essere invidiose delle altre non ci batte nessuno.

È inutile trovare giustificazioni al caso, siano fatte così, non riusciamo ad esimerci dal fare comunella quando l’obiettivo è quello di ‘massacrare’ la malaugurata di turno, che guarda un po’ il caso pare essere una strafiga di proporzioni abnormi.

Se la tipa in questione è anche dotata, l’invidia si triplica, ma se il binomio bella/scema prende il sopravvento, non ce n’è per nessuno, ci mettiamo in cerchio e avanti, parte un comizio neanche dovessimo decidere le sorti dell’umanità!

In quanto donna mi dispiace dover ammetterlo, ma è così, non siamo in grado di lavorare assieme senza provare un senso irrefrenabile d’invidia, un qualcosa di inspiegabile, forse ancestrale che ci rende vittime o carnefici nei confronti delle nostre ‘simili’.

Ora, c’è chi questo sentimento pensa di non provarlo, c’è chi ce l’ha e lo nasconde, chi non vede l’ora di tirar fuori le unghie e mostrarlo e chi nemmeno si rende conto che esista. Per fortuna, oserei dire, altrimenti saremmo tutte iene.

Ho lavorato in ambienti di sole donne: mi sono ripromessa di non farlo più ( o almeno c’ho sperato), era un continuo guardarsi alle spalle, stare attenta alle parole e cercare di fare il mio senza ‘pestare i piedi’ a nessuna. E anche quando pensi di fare comunella, rischi di prenderla in quel posto perché, prima o poi, il turno della malcapitata può toccare a te. È un circolo.

Voglio però parlare di quell’invidia ridicola che affligge anche me ogni tanto per le bellissime della tv. Dai, ammettiamolo, la maggior parte ci sta sul lato B, perché ci piacciano devono aver dimostrato il loro talento in anni ( vedi Michelle Hunziker) , al contrario entrano nel calderone delle ‘inutili’.
Recentemente ho avuto modo di vedere una di queste ( non faccio nomi  per evitare ritorsioni) super vip: a me non piace molto, anzi non è mai piaciuta, però ammetto che obiettivamente sia una bella ragazza ( a detta di mio marito: “se butti via ragazze così allora non ci siamo proprio!”- saggio Fabri).  Abbiamo circa due anni e tre taglie di differenza, lei una 38, io una 44 da vent’anni…mi colpisce la sua magrezza e mi chiedo se in effetti mangia.
Ad un certo punto mi cade l’occhio sul suo ginocchio: pare un effetto ottico perché mi sembra leggermente “insaccato”, come se la pelle al di sopra di esso cedesse a ‘mo di bulldog. Mah, non avrò visto bene. Non faccio in tempo a rendermene conto che appena si siede lascia intravedere quella che è la malattia del secolo, generalmente paragonata alla buccia d’arancia, lei, la maledetta CELLULITE.
Mi scappa un sorriso. Di quelli proprio che ti soddisfano e ti fanno passare il resto della giornata allegra, dimenticandoti anche dell’ormone maledetto.

Sì, quell’invidia latente nel mio caso ha creato la rivincita delle donne normali. Mangiate donne, andate a fare zumba: sarete sempre più sode e soddisfatte, e senza il ginocchio cadente!

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La gomma di George

Vi è mai capitato di aprire la porta di casa e trovarvi di fronte George Clooney? Beh, ad una ragazzina delle superiori, in provincia di Cuneo, successe veramente qualche anno fa.

Lavoravo in un albergo nella provincia Granda e una mattina arrivò un collega a raccontarmi ciò che era accaduto in una cascina non tanto distante da dove eravamo; il caro vecchio George, in moto per un giro enogastronomico per le Langhe, buca… Eh sì, capita anche a lui. Si guarda attorno e non vede nessuno. Nella Langa più desolata l’unico punto di ristoro (e riparazione) pare essere un cascinotto visto in lontananza. Smonta dalla sua due ruote e la spinge ( mi piace pensarlo cosi: che spinge la moto e arriva sudato e col fiatone, come in un film che si rispetti). Ovviamente nel cascinale il campanello non c’è, lavorano tutti fuori, tra l’aia, il cortile, l’orto e i campi. Il padrone di casa si vede arrivare sto pezzo d’uomo e, senza sapere chi sia (beata ignoranza) lo aiuta. What else? Lo invita anche a pranzo. E il caro dr. Ross accetta di buon grado. In fondo era in tour enogastronomico, cosa poteva capitargli meglio di un vero pranzo langarolo? La figlia dei padroni di casa. La poverina, ignara di ciò che stava accadendo, arriva a casa da scuola. Eta’, 15 anni. Apre la porta, si toglie lo zaino, va in cucina e rimane ammutolita. I genitori la guardano interdetti e la riprendono perchè non ha salutato. “Ma voi sapete chi è lui??”. “Poverino, si è bucata la gomma della moto e ci ha chiesto aiuto, abbiamo fatto che dargli da disnà (pranzo in piemontese, ndr)”, dice la madre. George sorride e le dice “Nespresso?”. Estasi.

Quando volavo mi è capitato di incontrare sulle tratte Milano-Roma/Roma-Milano ( detta in gergo “navetta”) alcuni tra i Vips di casa nostra. D’altronde facendo 4/5 tratte al giorno le probabilità diventano anche più alte. Ho sempre sperato di “portare” a bordo Brad Pitt, possibilmente senza la Jolie, ma negli USA, a parte un pit stop a Miami, non ci sono mai stata da AV ( assistente di volo).  Essendo alle prime armi e dovendo mostrarmi professionale ( in fondo volavo per la nostra compagnia di bandiera) il mio comportamento doveva essere irreprensibile, ed effettivamente devo dire che non sono mai andata oltre il “posso aiutarla?”, “dolce o salato?”, “caffè, the?”. Tranne una volta.

Natale 2005. Ho la fortuna di non volare e di trascorrere il Natale a casa coi miei. Il giorno dopo, S.Stefano, avrei dovuto fare un Milano-Roma, Roma-Milano, Milano-Catania e passare la notte a Catania. Quella notte sogno che sul primo Milano-Roma sarebbe salita Michelle Hunziker. Credo che il sogno fosse stato veicolato inconsciamente dal mio ex fidanzato che la adorava e che ogni volta mi chiedeva se l’avessi incontrata a bordo. Quel Natale, parlandone lui mi disse “se la incontri chiamami e passamela al telefono!”.

La incontrai.

Su quel volo, alle 11 del mattino, c’erano tutti i vips possibili e immaginabili. Avevano cancellato (guarda un po’) il volo delle 9 inglobandolo al mio, perciò oltre ai vips, mi sono beccata anche gli isterismi collettivi per il ritardo e il volo precedente cancellato. Oltre ai bagagli extra che non entravano nelle cappelliere. Sì, effettivamente certe cose non mi mancano. Ricordo ancora che salirono Bruno Vespa e consorte, Benedetta Parodi e Caressa coi pupi, Antonella Ruggiero, Anna Kanakis e ultima…Michelle Hunziker. Ero in piedi nell’area mediana dell’MD80 e quando mi passa davanti, oltre al classico “Buongiorno, benvenuta a bordo” , non mi trattengo e le dico “non ci posso credere, ho sognato che prendeva questo volo!”. E lei, bellissima e sorridente come appare in TV, si volta e mi dice “Davvero? dopo la prego, me lo deve raccontare!”. Ero in panne. Dovevo lavorare, ma volevo anche chiacchierare con lei, raccontarle cosa mi era successo, magari davanti ad un buon caffè ( che non era quello di bordo). Non avrei tirato fuori il libro di Luca Bianchini che stavo leggendo allora, Eros- Lo giuro, biografia accreditata del mio idolo di sempre, nonché ex marito della Hunziker. No, no quello no, anche se sarebbe potuto essere l’unico pezzo di carta su cui farmi fare l’autografo. Non era il caso in effetti. Partiamo. Io mi allaccio sullo strapuntino in coda e Michelle accompagnata da Emanuela Ferrari, sua personal manager allora, è seduta nell’ultima fila, proprio davanti a me. Prima di partire mi chiede se l’aereo è sicuro perché lei ha paura di volare e poi mi dice “si ricordi di raccontarmi il sogno!”.

Inutile dire che quel volo, durato 50 minuti, ma partito con un’ora di ritardo, è stato un delirio. Su e giù col carrello, aereo pieno, richieste a destra e sinistra. Non è stato proprio il volo ideale. Però, arrivata in coda, al momento di servire da bere racconto il sogno a Michelle. Lei sorride e mi dice, “dai, appena atterrati a Roma chiamiamo il tuo ragazzo”. Siamo atterrati 2 ore dopo l’orario previsto (tra ritardi e slot vari). La Hunziker, in quel periodo, stava recitando a teatro in “Tutti insieme appassionatamente” e doveva presentarsi di corsa lì. Non c’era tempo per nulla. La aiutai a prendere i bagagli dalle cappelliere, la ringraziai per il pensiero e lei ringraziò me, dicendomi di scriverle via mail, che se fosse riuscita, magari avremmo fatto una sorpresa al mio ex.

Le avevo poi scritto e molto gentilmente mi rispose che a causa degli impegni lavorativi e familiari non sarebbe riuscita, ma ci era vicina (per quel matrimonio mai avvenuto) e ci mandava un grosso sorriso.

Sono passati quasi 10 anni e ricordo ancora il sorriso e la gentilezza di questa ragazza, oltre allo stupore sul mio sogno. Tra tutti quelli che ho incontrato e conosciuto è stata l’unica, in quei pochi minuti in cui le nostre vite si sono incrociate, ad essere umile (ammettendo la paura di volare) e umana.

Grazie Michelle per essere stata così come sei. Ti perdono per non aver organizzato quella sorpresa al mio ex, però se vuoi adesso puoi rimediare. Mio marito fa una panissa speciale, se tu e Tomaso volete unirvi, siamo nel Monferrato. Non c’è bisogno che buchiate la gomma come George. Vi apriamo lo stesso!

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